Napoli

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La nascita della città di Napoli affonda le sue radici nella leggenda della sirena Partenope che, secondo il mito greco, affranta dal dolore per il rifiuto di Ulisse, si uccise gettandosi in mare, e fu trasportata esanime dalle correnti fino alle spiagge dell’isolotto di Megaride, dove fu fondata una città che portava il suo nome, e dove secoli dopo fu costruito il Castel dell’Ovo. Quella che sembrava essere solamente una leggenda senza fondamenta storiche ebbe un riscontro nel ritrovamento di una necropoli della città primitiva, in via Nicotera, nei pressi della collina di Pizzofalcone. Questa scoperta consentì di collocare la fondazione di Partenope all’inizio del VII sec. a.C.  Non è chiaro il motivo per il quale durante il v sec. a.C. Partenope sia stata spostata poco più ad est, laddove ricade il centro storico della moderna città. La tradizione attribuisce la distruzione di Partenope ai Calcidesi provenienti da Cuma che, in seguito, fondarono Neapolis, una nuova città appunto, per distinguerla dal precedente nucleo urbano (Palepolis, città vecchia).

Neapolis(la citta nuova) era un importantissimo porto commerciale, una potenza indiscussa in tutto il Golfo, che imponeva dazi alle navi mercantili. In questa fase la città presentava la tipica urbanizzazione greca, con plateiai e stenòpoi, detti cardini e decumani dai Romani, cioè strade perpendicolari tra loro che davano origine a insule regolari, secondo il sistema che era detto Ippodameo, ideato da Ippodamo da Mileto, urbanista greco del V sec. a.C.

Le mura della prima fortificazione sono visibili ancora oggi in Piazza Bellini, in Piazza Calenda nei pressi del quartiere Forcella, e Piazza Cavour. Esse sono caratterizzate da una doppia cortina di blocchi tufacei, il cui spazio interno era riempito con un emplecton costituito da pietre e terra. L’antica Neapolis si estendeva da nord a sud, tra l’Ospedale degli Incurabili e il giardino dell’Archivio di Stato, e da ovest a est, tra San Pietro a Majella e Castel Capuano.

A metà del Decumano Maggiore sorgeva l’antica Agorà greca, in seguito Foro romano, corrispondente all’attuale piazza San Gaetano. In quest’area sorse nel I sec. d.C. il Tempio dei Dioscuri, la cui facciata (distrutta da un terremoto nel 1688) fu poi integrata nella chiesa di San Paolo Maggiore. Qui è pure l’accesso alle gallerie scavate nel tufo di Napoli Sotterranea, dove è visibile un tratto dell’acquedotto romano. Sulla Piazza San Gaetano si affaccia, altresì, la chiesa di San Lorenzo Maggiore di epoca angioina (metà del XIII sec.), esempio straordinario dell’architettura gotica francese trapiantata a Napoli, dove il Sabato Santo del 1336 Boccaccio incontrò per la prima volta la Contessa Maria D’Aquino, la sua amata Fiammetta. Nei sotterranei della chiesa è visibile una porzione della città romana costituita da un’area di mercato, negozi, un erario, e vari edifici dislocati su di un tratto di strada lastricata lungo circa 30m.

Dalla Chiesa di San Lorenzo parte via San Gregorio Armeno, dove tradizionalmente si espongono tutto l’anno figure presepiali realizzate artigianalmente, con tecniche tramandate da padre in figlio.
Mentre, proseguendo a occidente si incontra il Campanile della Pietrasanta, edificato sopra i resti del tempio romano dedicato a Diana, alcuni frammenti architettonici del quale furono rimessi in opera alla base del campanile stesso. Da non perdere, nella parte orientale di Via dei Tribunali, è la Chiesa del Pio Monte di Misericordia, che ospita il capolavoro del Caravaggio detto “Le Sette Opere di Miseicordia”.

Lungo il Decumano Superiore, oggi via Anticaglia (non è difficile comprendere l’origine del nome di questa strada), è visibile ancora intatto un arco romano, e fu individuato, nelle fondamenta di un palazzo, il teatro dell’antica Neapolis.
La Cattedrale della Vergine Assunta, detta Duomo di San Gennaro si erge nel luogo in cui sorgeva il tempio dedicato ad Apollo, di cui fu riutilizzato molto materiale di spoglio.
Dopo l’avvento del Cristianesimo, intorno al VI sec. a.C., furono edificati in quell’area la basilica di Santa Restituta, a tre navate divise da colonne di spoglio (ma originariamente forse a 5 navate), il battistero di San Giovanni in Fonte, il più antico battistero cristiano d’occidente, dalla struttura ottagonale e dalla volta affrescata con Cristogramma e scene del Vangelo.
Il Duomo fu costruito solo nel XIII secolo, per volere del re di Roberto D’Angiò, inglobando parte della Basilica di Santa Restituta, il cui ingresso oggi si apre lungo la navata sinistra della cattedrale maggiore. All’interno del Duomo, lungo la sua navata destra, vi è pure la cappella di epoca barocca del Tesoro di San Gennaro, patrono della città di Napoli. In essa si trovano molte reliquie del Santo, tra le quali le ampolle contenenti ciò che la tradizione vuole sia il sangue coagulato del martire raccolto subito dopo la sua decapitazione. La liquefazione del sangue (tre volte l’anno, 19 Settembre, 16 Dicembre ed il Sabato precedente la prima settimana di Maggio) è un evento a cui partecipano ogni volta migliaia di fedeli. Non sempre il Sangue si liquefà, e quando ciò avviene i Napoletani, devotissimi a San Gennaro, ritengono che grandi sciagure stiano per imbattersi sulla città.

Alla fine degli anni ’60, alcuni lavori di restauro hanno portato alla luce nelle fondamenta di Santa Restituita un vasto complesso archeologico, che va dal periodo greco al Medioevo. Si tratta di un tratto di muro e di pavimentazione stradale di epoca greca, circa 12 metri di muro in opus reticulatum di epoca romana, alcune taverne, frammenti di mosaici a grandi tessere con disegni geometrici che richiamano motivi del V secolo, condotti in terracotta sotto il pavimento che lasciano supporre la presenza di locali termali, e tracce di altri ambienti, probabilmente religiosi, che testimonierebbero una plurimillenaria continuità nell’utilizzo dell’area come luogo di culto.
Il Decumano Inferiore, oggi via Benedetto Croce fino a San Biagio dei Librai, tratto denominato Spaccanapoli, perché taglia la città interamente da est d ovest, è un tragitto ricco di testimonianze storiche e artistiche. Lungo questo percorso si trovano la Chiesa del Gesù Nuovo, inaugurata nel 1597, la cui facciata è caratterizzata da un bugnato in piperno a punta di diamante, la Chiesa di Santa Chiara con un’unica navata in stile gotico, e sul retro un meraviglioso chiostro maiolicato in adiacenza del quale sono visibili i resti di un edificio termale risalente al IV sec. a.C..  La chiesa e il convento di San Domenico Maggiore, costruiti per volere di Carlo II d’Angiò, nella cui piazza antistante svetta la guglia innalzata nel 1657 come ex voto per la terribile peste dell’anno precedente. A Piazzetta Nilo si erge una statua di epoca romana raffigurante, come la tradizione classica imponeva, il fiume Nilo a guisa di un anziano sdraiato, circondato da elementi egiziani, e reggente una cornucopia. Questa statua viene chiamata “Il Corpo di Napoli” ed è considerata un portafortuna della città.

La particolarità e la bellezza del centro storico di Napoli risiedono nella sua straordinaria stratificazione architettonica, dovuta alla continuità nell’utilizzo delle aree urbane dall’epoca dei primi coloni greci ai giorni nostri. Una stratificazione riconoscibile, però, anche nei modi, nelle tradizioni e nei costumi dei suoi cittadini, cioè “nella cultura dei napoletani”.

 

INFO VISITA GUIDATA:

Tour Napoli Centro Storico 2,5 ore circa: una splendida passeggiata tra i monumenti, le chiese, i palazzi, siti archeologici, i luoghi perduti e le leggende popolari del centro antico di una citta che vanta una storia e una cultura plurimillenaria.
La visita guidata comprende la Chiesa del Gesù Nuovo, Spaccanapoli (il decumano inferiore), la Chiesa ed il Chiostro maiolicato di S. Chiara, Piazza Bellini con le mura greco-romane, la Cappella di S. Severo con la straordinaria scultura del Cristo Velato, Via S. Gregorio Armeno con le sue botteghe artigianali del presepe, la Chiesa di S. Lorenzo e l’annesso sito archeologico sotterraneo. Si passerà attraverso via dei Tribunali (il decumano centrale dell’antica Neapolis) con una sosta al Pio Monte di Misericordia, dove si può ammirare la splendida opera di Caravaggio chiamata: “Le Sette Opere di Misericordia”. Per finire, si visiterà il Duomo, con la Cappella del Tesoro di San Gennaro, Santa Restituta e, se possibile, il battistero di San Giovanni in Fonte con l’annesso sito archeologico sotterraneo.
Le visite al chiostro maiolicato di Santa Chiara, alla Cappella San Severo, all’area archeologica di San Lorenzo, al Pio Monte di Misericordia, ed all’area archeologica sotterranea del Duomo, prevedono il pagamento di un biglietto d’ingresso e, pertanto, sono facoltative.

CONTATTI:

guideturisticheincampania@gmail.com

+39 3284134719

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