Viaggio n° 1 – Mergellina e Posillipo attraverso il Cinema

Posillipo

Posillipo

Arriviamo a Napoli la mattina presto, proprio come succede nell’opera prima di Paolo Sorrentino, “L’uomo in più” (2001) e in “Assunta Spina” di Gustavo Serena (1915), capolavoro del cinema muto italiano, adattamento dell’omonimo dramma di Salvatore Di Giacomo. La pellicola, interamente ambientata a Posillipo e Mergellina, ha come protagonista una strepitosa Francesca Bertini. L’inizio del film, vede l’attrice napoletana su di un piccolo pontile di legno con vista sul golfo di Napoli attendere con impazienza l’arrivo del fidanzato. Anche le didascalie di “Sangue Napolitano”, questo il nome con cui è conosciuto il film nel mondo, sottolineano che la collina di Possillipo (Pusilleco in napoletano), bellezza unica che sovrasta Margellina (Mergellina in napoletano), all’epoca era una frazione di Napoli: “Assunta vive nei dintorni di Napoli assieme al padre. Attende l’arrivo del fidanzato, Michele Boccadifuoco”.

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Pausilypon, letteralmente dal greco “che fa cessare il dolore”, è il termine giusto per legare gli occhi e l’anima al meraviglioso panorama che si godeva anche tremila anni fa da questa zona di Napoli. La pellicola di Gustavo Serena ne è piena, in voluto contrasto con il dramma della novella digiacomiana. La cena di fidanzamento di Assunta, all’aperto su una grande terrazza, ci regala le luci del Golfo prima, la bellezza ineguagliabile di Palazzo Donn’Anna, dopo. Indimenticabile è il bacio di Assunta e Michele sui davanzali di Via Orazio; così come lo sono, da un punto di vista strettamente cinematografico, sia le passeggiate a piedi nella Villa Comunale che le scarrozzate su Via Posillipo (una strada fatta costruire dall’allora re di Napoli Gioacchino Murat, grande ammiratore di Pusilleco).

Anche “L’uomo in più”, a suo modo, è ambientato a Posillipo e Margellina. La storia, un meraviglioso adattamento che ruota intorno alla vita di due personaggi omonimi, uno calciatore, l’altro cantante confidenziale, ci regala una Napoli “differente”, notturna, gelida. Antonio Pisapia, il mediano, ammira Napoli dalla sua casa sulla collina di Posillipo, ne soffre la bellezza perché è sempre più solo; Tony Pisapia, il cantante, attende malinconico il ritorno dei pescatori appoggiato ad un caratteristico gozzo, l’inquadratura è il controcampo del primo fotogramma di Assunta Spina. Memorabile è la corsa di Tony per Via Caracciolo; l’uomo, inseguito, raggiunge l’acqua scavalcando con agilità i davanzali di quello che forse è il lungomare più bello del mondo. Una barchetta lo attende; da lì a remi, sarebbe arrivato a Capri …

Autore: Bardamù

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